sshfs in MacOS

sshfs in MacOS

di Aggiornato: 11 marzo 2018 0 commenti

In passato abbiamo visto come il progetto Homebrew permetta di fatto di inserire un sistema molto simile al sistema apt-get di Debian all’interno di macOS. Rimando quindi al sito ufficiale per l’installazione (una riga di comando da incollare sul terminale).

Da qui sarà possibile recuperare il nostro sshfs, ovvero la possibilità di montare via ssh un filesystem remoto. Ne ho già parlato in questo articolo per Linux, di fatto la situazione è molto simile.

Scegliamo quindi una cartella, meglio se vuota, dove montare il filesystem remoto, per fare un esempio useremo /Users/MiaUser/Remote e daremo il comando:


sshfs remoteuser@remoteserver:/remote/folder /Users/MiaUser/Remote

Chiaramente modificate di conseguenza la user remota, il server e la path dove “agganciare” il mount. A questo punto dovrebbe tornare il prompt e nella cartella indicata (Remote) dovreste vedere il contenuto del vostro server remoto.

Bene. Abbiamo visto come si istanza una connessione remota, ma come si esce visto che una volta impartito il comando, questo va in background?

Si deve conoscere per forza di cose la directory dove è stata montato il filesystem virtuale remoto, ad esempio /Users/MiaUser/Remote, (dove MiaUser corrisponde alla vostra user space) daremo il comando:


umount /Users/MiaUser/Remote

non viene restituito nessun feedback, se non il ritorno del prompt dei comandi. Da questo momento in poi le connessioni sono chiuse e la cartella dove era effettuato il mount, torna ad essere una normale cartella di sistema.

Una seconda opzione è l’utilizzo del comando fusermount


fusermount -u /Users/MiaUser/Remote

Date inoltre un occhio alla man page di sshfs, perché ci sono moltissime opzioni in particolare per situazioni border line o per esigenze particolari. Come già espresso in altri articoli, SSHFS è un ottimo strumento per utilizzare in modo rapido le risorse remote, può anche essere un ottimo sostituito di Cyberduck.io (sebbene quest’ultimo sia gratuito) in particolare se utilizzate un code editor come Visual Studio Code e andate a modificare direttamente i file nel sito remoto.

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