Things: 10 consigli per difendersi dalle truffe telefoniche

Things: 10 consigli per difendersi dalle truffe telefoniche

di Pubblicato: 1 novembre 2016 Aggiornato: 5 novembre 2016 0 commenti

Oramai è diventata una piaga esclusivamente italiana e chiunque abbia un telefono, sia cellulare che fisso, si ritrova ad avere almeno una telefonata che può essere considerata come truffa. Il problema è chiaramente legislativo, queste cose accadono perché la legge è fatta male e spesso non è nemmeno rispettata. Ad esempio nel cambio contrattuale il contratto deve essere spedito a casa, firmato e restituito affinché sia valido. Nemmeno a dirlo tutto ciò non succede, poiché viene fatta valere la registrazione telefonica, spesso rimaneggiata ad arte, per avviare un contratto. Non di rado qualcuno si è ritrovato con due bollette della luce o gas, di due gestori differenti!

In questo magma caotico, i call center quasi esclusivamente esteri, cercano di circuire gli ignari utenti, specie gli anziani, con pretesti completamente inventati “non ci risulta che lei abbia un contratto residenziale“, “ci manca il suo codice fiscale” eccetera. Lo scopo è estorcere la parola SI, che tramite copia ed incolla verrà utilizzata come prova registrata oltre ai dati presenti  nella bolletta tra cui il codice POD per corrente elettrica, PDR per il gas e codice migrazione in quello telefonico, di fatto permettendo di cambiare il gestore. Tutto questo ovviamente lo andremo a scoprire con tempi decisamente lunghi, a volte anche mesi dopo.

Accanto a queste che definirei truffe di tipo tradizionale, esistono quelle più subdole che utilizzano la tecnica dello spoofing. Si tratta generalmente di numeri esteri che però ad uno sguardo non attento sembrano i classici numeri di fonia italiana. Questi chiamano, spesso con uno squillo, oppure lasciando squillare e una volta risposto non parleremo con nessuno, con il solo scopo di indurre l’utente a richiamare. Qui arriva l’innesco della truffa, richiamando e credendo di chiamare un numero italiano, in realtà abbiamo composto un numero estero di quelli cosiddetti a “valore aggiunto” che svuotano il credito telefonico, oppure gonfiano al bolletta se con contratto, in pochissimi secondi. Anche in questo caso c’è la compiacenza della legge italiana fatta male e dei gestori che ne hanno tutto l’interesse, visto che intascano una quota a loro volta.

Una serie di piccoli consigli per costruirsi un adeguato “firewall telefonico”.

In attesa che “scoppi il pentolone” e non credo ci vorrà poi molto, prima di vedere riformata la legge in modo tutelativo, va detto che il più potente antidoto siete voi, occorre stare all’erta e non fare mai le cose di fretta.

1- Fare attenzioni ai moduli.
I numeri di telefono vengono catturati principalmente grazie a moduli, online o offline, a volte in modo quanto meno sibillino. A me personalmente è successo con una nota catena di negozi, nell’acquisto di un frigorifero; la gentile commessa mi ha chiesto il numero di telefono affinché possa essere contattato dall’installatore. Nel modulo di consegna in piccolo c’era il consenso e il numero è cominciato a circolare prima negli sms pubblicitari di quella catena (dove mi sono avvalso della cancellazione dai loro database) per poi essere rivenduto a qualche società di marketing. E li “tanti saluti“, non li fermi più. Di fatto è praticamente impossibile non cascarci, ma attraverso i sistemi informatici non è nemmeno necessario conoscere un numero, visto che i compositori li fanno in modo sequenziale, e se suonano sono attivi, quindi validi.
Non ultimo una parola sul registro delle opposizioni, praticamente una barzelletta. I call center se ne fregano, oppure appunto trovano i numeri attraverso sequenze numeriche. Inoltre se non siete in elenco (cioè tutti i cellulari e chi non desidera comparire in elenco telefonico) non possono avvalersi del registro. Appunto… una barzelletta.
Ad ogni modo occhio a tessere sconti, moduli con quintali di postille e online tutti i vari contratti che nemmeno leggiamo.

2- Cambiare apparecchio telefonico in casa
Questo consiglio è più indicato se avete anziani in casa. Comprate un apparecchio telefonico che abbia una segreteria, ad esempio un cordless con segreteria e ampio display a numeri grandi e retroilluminato mi è costato meno di 30 euro (Panasonic KX-TG6821), con addirittura una black list che butta giù la chiamata! Chiedete di farvi attivare il servizio che mostra il caller-id  (alcune compagnie lo hanno attivo per default e gratuitamente, altre a pagamento) e istruite a casa che rispondano solo ai nomi noti. Per tutti gli altri risponderà la segreteria. Se è una cosa importante lasceranno un messaggio, tutto il resto può crepare di vecchiaia a tentativi, e se insistono troppo appunto ci sono le black list.

3- App di black list sul cellulare
Nel mio fortunatamente è presente la funzione direttamente nel sistema operativo, ma comunque esistono moltissime app che permettono di inserire i numeri in una black list. Quando chiameranno il telefono non squilla e butta giù la chiamata. Una manna contro gli scocciatori!

4- Indagine telefonica
Nel caso citato in precedenza dello spoofing, o semplicemente non avete risposto perché lontani dall’apparecchio, potete cercare il numero in rete prima di fare qualsiasi azione. Un buon sito dove vedere se il numero appartiene a pubblicità o truffe è www.tellows.it, dove tra l’altro si può contribuire senza doversi registrare; ma si può anche partire dal classico Google mettendo il numero nella ricerca, oppure ad affidarsi (ma oramai la loro efficacia è diventata quasi nulla) alle pagine bianche.

5- Mai dire si
Nonostante tutto è possibile che la prima telefonata vada a segno e rispondiate, in quel caso mai dire la parola SI. “E’ lei il signor ..“, rispondete “certo“.  Se rispondete con un SI in seguito utilizzando software di montaggio audio lo utilizzeranno per simulare il vostro assenso a sottoscrivere il contratto. Mai dare codici di nessun tipo e nemmeno il codice fiscale benché sia facilmente ricostruibile. Questi talvolta fanno il numero a caso e non sanno nemmeno con chi stanno parlando. In caso di dubbio, anche minimo, non abbiate il timore di fare i cafoni e buttate giù, quindi mettete in black list il numero. Meglio passare per maleducati che restare gabbati e affrontarne le conseguenze.

6- In caso di dubbio siate voi a chiamare.
Se avete dei dubbi buttate giù, come detto nel punto precedente. Ma se avete dei dubbi che la chiamata fosse autentica del gestore XYZ, siate voi a chiamare il call center e verificare se il problema prospettato era reale o meno, o se la chiamata era del gestore e non di un call center in Albania. In genere le comunicazioni dei gestori avvengono sempre in via scritta. Non mandano mai a casa nessuno, ne tanto meno telefonano di iniziativa loro.

7- Registrare
Può capitare di avere problemi, oppure per davvero stiamo stipulando un nuovo contratto di nostra volontà. I moderni smartphone permettono di registrare le telefonate, ma attenzione benché i call center lo facciano senza chiedere alcunché voi dovete dire al vostro interlocutore che state registrando. Può valere anche come bluff, ovvero non lo state facendo, ma l’effetto sarà quello di portare l’interlocutore a prestare maggiore attenzione alle procedure contrattuali. Nel caso di un contratto poi è auspicabile in modo preventivo per eventuali problemi che potrebbero essere scoperti in seguito, ad esempio attivazioni di servizi aggiuntivi non richiesti.

8- Far valere la legge
Dipende dal call center, quelli spregiudicati vi chiuderanno la chiamata dinnanzi a tale richiesta. E’ bene conoscere il decreto legge numero 196 del 3o giugno 2003. In particolare il testo prevede nell’articolo 7 comma 2 che chi chiama debba fornirvi, dietro vostra richiesta, come abbiano trovato il vostro numero ed eventualmente da chi lo abbiano acquisito; chi sia il titolare del trattamento dei vostri dati, quindi la ragione sociale e indirizzo dell’azienda (e magari la mail pec) e il nome e cognome del responsabile. Sempre con l’articolo 7 comma 3 e 4, potete farvi valere chiedendo la cancellazione dei vostri dati dal loro database poiché vi opponete, anche se avete dato consenso iscritto in precedenza. Sarebbe meglio ottenere un indirizzo PEC con cui far valere anche per iscritto, ed eventualmente attivare il punto 7, registrando la chiamata.

9- Attenzione alla spazzatura
A qualcuno è capitato che abbiano cambiato contratto senza aver mai ricevuto nessuna telefonata. Nel caso di energia elettrica e gas appunto il codice POD/PDR nel caso telefonico il codice di Migrazione, è piuttosto importante, se buttate le bollette nel cestino, sinceratevi che siano illeggibili (ma questo vale anche per i resoconti bancari e in genere qualsiasi documento). Se le ricevete online, fate in modo che siano protette da password, ad esempio comprimendole con un programma come 7-zip ed attivando la password. Nel caso vi becchiate uno dei virus che manda in giro documenti, almeno saranno inutilizzabili.

10- Controllare meticolosamente le bollette
Non solo nelle cifre, dove oramai il danno è fatto, ma anche nelle comunicazioni accessorie dove spesso si nascondo pessime sorprese per il futuro, ad esempio il pre-annuncio di attivazione di servizi che non ci interessano ne abbiamo mai richiesto.

11- bonus… tocca essere razzisti.
Regola bonus, che ammetto suonerà male, ma occorre essere un po’ razzisti dal punto di vista dei benpensanti. Una operatrice che parla un italiano stentato non può andare d’accordo con il fatto di concludere un contratto che per definizione deve essere cristallino. Ergo se succede a me, anche se lo sto chiedendo io il contratto, e mi ritrovo un operatore chiaramente straniero cercherò di non iniziare nemmeno la procedura, ma glissare gentilmente e ritentare per altre vie.

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