Steemit un anno dopo

di Pubblicato: 2 settembre 2018 0 commenti

365 giorni dopo…

Un anno fa, giorno più, giorno meno, avevo scritto questo post riguardante Steemit, ovvero un social network che pagava con soldi virtuali derivati dalla blockchain.

In questo anno, senza prevederlo inizialmente, ho partecipato in modo più o meno assiduo al progetto anche perché poi sono entrato a far parte della community italiana di steemit e quindi c’erano degli incentivi non solo meramente monetari a continuare, ma anche quelli social.

Rispetto all’articolo iniziale, dove le cose sono un po’ cambiate, devo dire che la parte finale l’ho presa in pieno. Ovvero quella sulla condizione di algoritmi che diventano più importanti delle persone stesse. Vabbè non ci voleva un mago per la previsione, in fondo gira e rigira su Facebook succedono le stesse cose.

Infatti i voti che prendo derivano da un mutuo sistema di voti automatici che gli utenti della community si scambiano per mezzo di un BOT, in pratica io voto a mia volta qualcun altro e così via. Ogni giorno poi un comitato scegli i post migliori delle varie categorie (economia, fotografica, racconto eccetera) e questi prendono dei premi in termini di soldini extra rispetto al solito. Esistono poi sistemi di asta di voto, esterni alla community italiana, che votano in base a meccaniche varie, ma li bisogna pagare una sorta di fee per entrare nell’asta corrente.

Partiamo dai numeri. La mia reputazione non è mai calata e a fasi più o meno rapide ha quasi raggiunto la fatidica soglia dei 60, che è un po’ una soglia psicologica. Infatti dai 60 in poi la progressione diventa sempre più complicata. Già dopo i 55 andare avanti è stato difficile, cioè serve costanza e qualità dei propri contenuti, ma anche tanta fortuna. Direi un buon 70% di quest’ultima.

Ma in fondo della reputation score chissene.. Andiamo sulla “ciccia” ovvero il salvadanaio di soldini virtuali. Preciso che di mio non ho mai messo un solo centesimo, solo il tempo per scrivere i post. Al momento in cui scrivo siamo intorno ai 1000$ con una preminenza di questi verso gli Steem Power che determinano la mia forza di voto. Questi 1000$ sono in realtà un valore  oscillatorio per via delle dinamiche di mercato delle criptovalute e del Bitcoin stesso a cui STEEM è agganciato. Per dire con molte meno monete (Steem e Steem Dollar) in tasca rispetto ad ora, verso l’inizio dell’anno il mio wallet oscillava sulle 3000$!

Come se non bastasse lo scorso dicembre avevo prelevato 500$ che mi hanno consentito di poter giocare ad esercitarmi nel trading online senza aver sborsato un centesimo di mio. Insomma direi niente male!

Una parte del guadagno è arrivato anche dal fatto di aver giocato con il mercato interno, ovvero un luogo dove poter vendere o acquistare Steem e Steem dollar tra di loro a zero fee! In un caso ho fatto vendite con guadagni di oltre il 3000% peccato che il capitale scambiato fosse misero…

Uscendo dal lato monetario a quello più pratico ho dismesso l’utilizzo dell’interfaccia di Steemit in favore di quella di Busy.org che è tecnologicamente molto più avanzata e ha un sistema di bozze che il progetto originale non ha. E’ una interfaccia “concorrente” totalmente gratuita, questa cosa può sembrare strana è come se invece di usare Facebook utilizzassimo Googleplus per accedere al nostro profilo Facebook.  Ma se ci pensate bene la blockchain è un registro pubblico, quindi la facoltà di accedervi (dietro l’utilizzo delle proprie chiavi private) con altri strumenti è libera scelta per chiunque. In questo senso è fondamentale la fiducia tra le parti, per cui Busy è un progetto serio, ma ci sono molte altre interfacce che però vanno studiate anche per capire chi c’è dietro.

Il prossimo anno sono previste, intorno alla primavera, novità interessanti che portano il nome di Smart Media Token. In sostanza sarà possibile creare una sorta di moneta legata a Steem, se vogliamo proprio come lo è  Steem Dollar oggi, e con questa utilizzarla al di fuori di Steemit, molto presumibilmente all’interno di siti WordPress come questo in cui siete ora. In pratica il sistema dovrebbe poter remunerare contenuti di qualità e in qualche modo anche di progetto generale, visto che anche il sito stesso è un progetto a sua volta. Vedremo come si evolveranno le cose.

In conclusione per tirare le somme di questo anno con Steemit non posso che parlarne bene, ho realizzato dei guadagni semplicemente scrivendo articoli degli argomenti più disparati che mi hanno permesso di sperimentare e giocare con i sistemi di trading online. Non ci si campa, o meglio ci sono figure che fanno anche 1000$ a post, ma si tratta come in tutte le cose di situazioni limite. Certo che tra scrivere o anche postare foto, oltre che video, in piattaforme dove si viene sfruttati, qui almeno c’è un piccolo ritorno, e come detto se lo stesso è buono e la fortuna ci viene incontro si può anche fare il salto di qualità.

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