MacOS: automator + rsync

MacOS: automator + rsync

di Pubblicato: 4 Novembre 2019 0 commenti

Di recente ho acquistato un disco per poter fare backup. Chiaramente una parte è affidata a Time Machine, una garanzia consolidata. Ho quindi partizionato il disco in due parti, una per il backup “temporale”, un altro backup però lo voglio lanciare io perché dentro avrò file e parti che potrei non avere sul computer, ma che potrebbero servire all’evenienza. Un esempio banale su tutti: le immagini ISO.

Bene se Time Machine fa tutto lui, dall’altra parte la cosa più ovvia è utilizzare Rsync, che di fatto permette di effettuare una sorta di sincronizzazione personalizzata, nel senso che nel mio caso specifico non voglio sovrascrivere i file esistenti ma non voglio nemmeno cancellare quelli che sono sul disco perché appunto possono non esserci dall’altra parte.

Come se non bastasse certe cartelle non voglio copiarle e l’elenco di queste ultime deve essere facile da manipolare. Il comando che ho trovato utile è il seguente:

rsync -az --exclude=".*" --exclude-from='/Users/myuser/rsync-exclude.txt' /Users/myuser /Volumes/MyExternalDisk/

Quindi lancio rsync; con il comando –exclude=”.*” mi assicuro di non copiare tutte le cartelle e i file nascosti, successivamente gli passo il parametro –exclude-from dove si deve indicare la path di un file di testo.

E’ il file che indica l’esclusione selettiva di cartelle e file che non vogliamo copiare. Queste vanno scritte una per riga, come detto in un normalissimo file di testo.

Non rimane che indicare sorgente e destinazione e sostanzialmente abbiamo risolto. Certo che ricordarsi ogni volta la cosa è una seccatura… meglio trasformare tutto in una comoda App per MacOS. Questo può diventare possibile attraverso Automator.

Si lancia Automator dalle App, quindi si sceglie Applicazione

A questo punto cerchiamo sotto Utility, avvia “Esegui script shell” avendo cura di selezionare “passa input come argomenti” e “ignora input dell’azione“. Chiaramente nel centro della schermata andremo ad inserire il nostro comando, che è relativo all’utilizzo di una Bash.

Bene, diamo un nome (in alto sul titolo della schermata) e chiudiamo. A questo punto dal Finder, cercando l’applicativo questo verrà richiamato come un normale programma ed attivato.

Siccome gli script della bash non sono visivi, cioè vengono lanciati senza mostrare nulla all’utente, ci viene in aiuto l’interfaccia di Automator che mostrerà nella Tray Bar una icona a forma di ingranaggio che ruota, e se ci clicchiamo sopra mostrerà lo stato della copia.

Alcune considerazioni. Purtroppo per quanto ho potuto provare la stabilità di questa modalità non è proprio quello che mi aspettavo. Ovvero non sempre funziona e con alcuni file diventa “rognoso” questo perché molto probabilmente non mostrando una shell di fatto potrebbe capitare che venga chiesto qualcosa che l’utente non vedrà mai. Di fatto l’applicativo va in blocco semplicemente spegnendosi senza aver fatto nulla.

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