Things: Pulsanti social, a chi servono?

Things: Pulsanti social, a chi servono?

di Pubblicato: 22 febbraio 2016 Aggiornato: 24 febbraio 2016 1 commento

Recentemente dopo aver eseguito un arduo lavoro di miglioramento prestazionale di un sito web,  tra cui cure dimagranti di librerie eccetera, è d’obbligo tenere monitorata la situazione per vedere eventuali colli di bottiglia. Ed ecco che saltano fuori i famigerati pulsanti social.

Qualche mese addietro era Twitter che aveva dimesso delle specifiche API, tra l’altro piuttosto utilizzate, che mandavano alle stelle il caricamento del sito poiché per cercare il numero dei tweet a quell’articolo, di fatto c’era un simpatico ERROR 404. A seguire LinkedIN e a fasi alterne Facebook con loro problemi non meglio specificati, per cui di punto in bianco la richiesta di quanti like aveva ricevuto l’articolo la risposta ci metteva anche 1 minuto. E nel caricamento della pagina la rotellina, discendente della fù clessidra, gira e rigira… non proprio un bel biglietto da visita per gli utenti.

A seguito di ciò mi sono posto la domanda, ma i pulsanti social a chi servono? A noi come utenti, come il pescatore che dice di aver pescato la carpa più grossa, o ai Social per tracciare allegramente gli utenti al di fuori dei confini dei loro siti?

E’ ovvio che il fatto di mettere i pulsanti social derivi dal duplice scopo di poter mettere a disposizione uno strumento semplice all’utenza affinché possa condividere l’articolo. Fino a qui c’è quindi da parte del proprietario del sito la prospettiva di far conoscere quell’articolo, mentre per il lettore di condividerlo perché ne ha interesse, semplicemente premendo un pulsante all’interno dell’articolo stesso.

La “fregatura” scatta quando vogliamo mostrare il numerino delle condivisioni. Infatti senza questa condizione si può benissimo mettere una immagine di un pulsante con un link alle api di condivisione corredate dalla URL ed eventuale titolo del nostro articolo. In pratica un semplice link ipertestuale! Ma se vogliamo mostrare il numerino siamo costretti a collegarci, sempre alle API del social a cui puntiamo, e chiedere quante condivisioni sono state fatte. Ovviamente si può imbastire un sistema di cache per cui se la richiesta non viene soddisfatta in un certo tempo si può ricorrere all’ultimo dato utile. Però ne vale la pena? già i siti di media entità sono sovraccaricati da librerie Javascript di ogni tipo, aggiungerne altre (tenete conto che ne va fatta ognuna per ogni social disponibile, e stando al minimo sindacale ce ne sono almeno 3) nonché di una certa complessità e carico computazionale, ne vale veramente la pena?

Alla fine, come si evince anche in questo sito ho deciso di abiurare i numeretti e mettere un più semplicistico link. Vi dirò fra 6 mesi o più come sono andate le cose. A mio avviso non si dovrebbe perdere nulla, francamente non credo che il numeretto di condivisioni abbia il potere di condizionare l’utente e di portarlo a cliccare solo perché in tanti lo hanno fatto. Se l’utente condivide è perché il contenuto è valido e desidera farlo conoscere.

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1 Commento

sezione commenti aperta al pubblico
  1. --
    #1 -- 26 febbraio, 2016, 11:03

    This is the furure…
    s/cookieconsent\..*\.js//g

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