Steemit: il social network (che paga) nella blockchain

Steemit: il social network (che paga) nella blockchain

di Pubblicato: 13 settembre 2017 0 commenti

Ho voluto sperimentare per questo mese un social network (e pseudo blog) un po’ particolare. Dal punto di vista di fruizione dei contenuti per l’utente comune verrebbe da dire che non c’è differenza con i vari social network che si sono succeduti sino a qui. Se andiamo su steemit.com vediamo una serie di articoli, sulla sinistra una sorta di categorizzazione. Insomma l’impatto visivo in se non è particolarmente esaltante, appare tutto un po’ scarno e informale.

Come tutti i social che abbiano un minimo di attività rimane quella sensazione di “torrente di montagna” dove l’informazione c’è nel momento reale e poi passa nel dimenticatoio. Anche questo steem non fa molta eccezione. Ci sono delle aree con velleità meritocratiche che cercano di “resistere al tempo“. Oltre alla sezione new, dove tutto scorre in base al momento della pubblicazione, ci sono le sezioni hot (che non ha nulla a che fare con i siti a luci rosse), trending e promoted dove si possono trovare gli articoli più apprezzati.

Insomma fino a qui non ci sarebbe nulla di che, anzi direi di meno a livello di funzionalità rispetto ad un Facebook o Google Plus. Eppure c’è un sacco di gente che scrive articoli, e dopo aver familiarizzato con l’interfaccia ci si può anche accorgere che buona parte sono articoli di un certo spessore, in particolare modo rispetto al social di Zuckemberg dove tutto si può dire, ma non certo che sia il regno della filosofia e del sapere…

Il motivo di tanta gente che scrive è dovuto in maniera primaria al fatto che gli articoli possono essere remunerati in base ad un giudizio prettamente meritocratico. Tale giudizio non risponde ad un editore, ma la remunerazione dipende dai lettori che attraverso un apprezzamento di fatto pagano l’autore. Un passo in avanti rispetto ai social classici, ma anche qui non è nulla di nuovo si veda l’esperimento flattr.com.

La particolarità è che tutto il sistema si basa sulla chiacchierata tecnologia blockchain quella dei Bitcoin per capirsi. In questo specifico caso oltre alle criptovalute che vedremo a breve, proprio il social stesso è una blockchain, anche se a prima vista non sembra. Se andiamo a visionare il sito https://steemdb.com vediamo letteralmente il traffico con i vari articoli che via via forma il registro.

All’interno del sistema social, essendo come detto sulla base fondante delle criptovalute, ovviamente ha la propria moneta virtuale che è un leggermente più articolata dei suoi cugini Bitcoin, Ethereum eccetera. E’ infatti composta da ben tre monete, la principale e le due sussidiarie. La principale è lo steem, ed è quotata nei vari market. Al momento in cui scrivo è intorno  alle 20 monete più importanti per market cap, mentre il valore di uno STEEM è piuttosto basso e oscilla tra uno e due euro. Questa di fatto è considerabile come una moneta concorrente dei vari Bitcoin e soci, è scambiata ed accettata dai maggiori exchange.

Le altre due servono alla funzionalità del social medesimo. La prima è lo STEEM Power (SP) ed è di fatto è la pseudo-moneta che serve a remunerare gli articoli. Questo SP va visto come una sorta di “forza o peso del voto“. Ci sono tre modi per ottenerli, uno è banalmente l’acquisto, un secondo è quello di scrivere articoli di qualità, e l’ultimo è il voto. Se votiamo per primi un articolo che poi diventerà trending otterremo a nostra volta dei SP. Lo stesso dicasi per la scrittura di un articolo che sarà apprezzato e votato. E’ quindi importante “dosare” il proprio voto e non spararlo a casaccio, poiché questo ridurrà la nostra capacità di remunerazione. A tale scopo viene indicata come metro di misurazione la reputazione, ovvero il numeretto vicino alla username, dove di partenza avrà un valore uguale a 25. In sostanza chi ha un numero alto può essere considerato una sorta di influencer, anche se non è strettamente correlato dal numero di follower.

Poco fa ho citato la possibilità di acquistare gli SP, ma questi non possono essere comprati direttamente, proprio in virtù della loro funzionalità di voto, per cui l’unica via è quella di acquistare la terza pseudo-moneta, che si chiama STEEM DOLLARS (SD). Si tratta di una valuta interna in qualche modo complementare agli STEEM. La differenza sostanziale è che gli SD sono protetti dalle oscillazioni di cambio per cui (al momento in cui scrivo) con 1$ si acquista 1SD. Si può fare la stessa cosa con gli STEEM, ma questi essendo in trading come una criptovaluta classica oscillano nella quotazione di mercato in base a domanda e offerta. Inoltre non è necessario avvalersi di un exchanger come invece dovrebbe avvenire per gli STEEM o Bitcoin, ma si acquistano direttamente dal sito. E’ comunque possibile scambiare gli SD sia con SP che con STEEM. Va da se che se uno SD vale 1$ di conseguenza tale valore è permutato sugli SP. Per questo quando guardiamo gli articoli, vediamo il loro valore espresso in $. Però attenzione che tale valore poi nel momento in cui andiamo nel mercato vero e proprio dovrà essere scambiato con gli STEEM. Quindi stando alla contrattazione reale, se abbiamo uno SD in realtà possediamo non 1$ ma circa 70 centesimi, visto che 1 STEEM vale 1,30 dollari statunitensi.

Tornando agli SP, in sostanza l’equivalente del sistema competitivo che vede i miners confrontarsi con la decriptazione di algoritmi, qui è spostata alla creazione di contenuti che mirano ad essere apprezzati da un lato, e dalla possibilità di votare per primi dall’altro quelli che poi potrebbero diventare trending. Come detto in precedenza, votare a casaccio tutti i nuovi articoli non paga, poiché la nostra capacità di remunerazione in quel caso cala invece di salire. Bisogna per forza leggere l’articolo e valutarlo nel merito.

Gli SP ottenuti settimanalmente vengono automaticamente scalati di 1/104 e trasformati in STEEM.

Passiamo alla nostra prova.

Andando sul pratico, la registrazione a steemit è particolare. Oltre alla classica registrazione si deve fornire un numero di telefono cellulare dove andremo a ricevere un codice di verifica. Una volta ottenuto tale codice saremo sottoposti ad una revisione da parte dei gestori. Ci vorrà quindi un giorno per ottenere il proprio account. Questa procedura conservativa fa in modo che una fetta importanti di “Napalm51” e troll vari siano falciati per “selezione naturale“.

Al primo avvio riceveremo il nome utente scelto e un token che va salvato, perché se lo perdiamo sono dolori. E’ grosso modo corrispondente alla password, ma di fatto è l’equivalente dell’indirizzo di un wallet. Quindi salvatelo in più luoghi perché da esso dipenderà anche il futuro del valore monetario che andrete a detenere. Al momento esistono dei sistemi di recupero ma non sono del tutto funzionali. Come carnet iniziale avremo a disposizione l’equivalente di 72 centesimi di dollaro convertiti in STEEM Power che ci permetteranno di partire senza necessariamente comprare nulla.

Scrivere un articolo è semplice, basta premere in alto su “submit a story” ed entriamo nella parte dove immettere il testo. Qui le cose sono quanto meno particolari, almeno in questo momento. Esiste un editor “stile word” ma si è decisamente consigliati di utilizzare il sistema Markdown. Non è prevista, proprio in virtù del fatto che è una blockchain, la possibilità di ospitare immagini. Queste possono essere linkate da server di terze parti. Esiste un servizio che si chiama Steemimg e al momento è gratuito, non l’ho utilizzato ma da quanto ho capito è un servizio offerto da terze parti, e serve appunto a ospitare le immagini che poi possono essere richiamate da remoto nell’articolo medesimo.

Il sito è in inglese e gli articoli più quotati sono in questo idioma, ma esistono post di varie lingue, molto attivi gli articoli in lingua spagnola ad esempio. Esiste una sorta di indicazione, ovvero quella di mettere il primo tag che indica la lingua, ma in realtà non è mandatorio e quindi è tutto un po’ lasciato al caso. Ho provato a scrivere vari articoli, sia in inglese che italiano, alcuni che riportano solo porzioni con rimando a tosolini.info. Ho provato tecniche diverse per capire il comportamento. L’idea che mi sono fatto che dipenda un pò dalle condizioni del momento, ci sono orari della giornata più visibili altri meno. Anche le argomentazioni più quotate fluttuano in base al momento e non mi sembra esista un filone d’oro a prescindere. Sicuramente l’argomento criptovalute e blockchain, proprio in virtù di quanto esposto sopra, ha un certo appeal.

Conclusioni.

Conviene puntare su Steemit? La risposta è dipende. Penso che le possibilità di successo del progetto non siano granché favorevoli. Non ho detto che dietro a tutto questo esiste il creatore di alcune parti importanti proprio della blockchain, quindi chi ha progettato steemit non è l’ultimo arrivato. Diciamo che se non avete voglia di imbattervi con un proprio sito web e tutto quello che ne consegue, invece di andare su Blogger o WordPress.com si può pensare a Steemit come una versione povera di un blog engine che strizza l’occhio al mondo social. E che sopratutto potrebbe remunerare. Però dovete tenere a mente che il sistema della blockchain difficilmente potrà offrire livelli di personalizzazione di qualche tipo. Per cui se avete in mente un progetto che sia solo leggermente ambizioso questo non fa per voi. Gli articoli che andrete a scrivere saranno difficilmente recuperabili nel lungo periodo, esiste un sistema di ricerca affidato all’indicizzazione di Google che è pur sempre limitato. Gli articoli come detto, una volta scritti passeranno con moltissima probabilità nel limbo informatico. La parte di remunerazione se è interessante da un lato, dall’altro diventa anche il tallone di Achille del sistema stesso. Già si intravede un certo sistema di scommessa che prevale sulla reale lettura e interpretazione di quanto proposto, per cui mi aspetto algoritmi che prevederanno (e forse influenzeranno) proprio tali aspetti. Cioè il risultato rischia di essere che ad apprezzare il nostro pensiero sia un bot, mentre alla gente reale fregherà poco o nulla perché assillata dall’incettare Steem Power.

Ai posteri la sentenza, non prevedo il futuro e magari prenderò una cantonata per cui Facebook sarà il vecchio e Steemit citato giornalmente sui maggiori giornali nazionali…

Se volete trovarmi il mio steemit è: https://steemit.com/@tosolini

Sito e whitepaper del progetto: https://steem.io/

Parte Social: https://steemit.com

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