macOS: come forzare l’uscita di una applicazione

macOS: come forzare l’uscita di una applicazione

di Pubblicato: 3 agosto 2018 0 commenti

Fino ad ora la mia esperienza con macOS (sistema principale) devo dire che è stata nelle aspettative, non ho mai visto un crash di sistema, ma qualche app è successo che si sia “inceppata” ed è stato necessario “ucciderla” come si dice in gergo. Ovvero forzare l’uscita.

Rispetto a Windows di sono almeno 4 soluzioni valide.

Utilizzare la Dock

Ogni volta che un applicativo è in funzione questa viene mostrata nella dock. Sull’icona dell’app bloccata si può fare tasto (o pressione con due dita nel caso del touchpad) e la prima voce che si incontra dal basso è proprio Esci. Questa funzione è utilizzabile normalmente, ma se premiamo il tasto Option la voce Esci diventa Uscita Forzata.

Utilizzare Activity Monitor

Una soluzione praticamente identica a quella utilizzabile sotto Windows, è di rivolgersi al facente funzioni di task manager che in macOS si chiama per l’appunto Activity Monitor. Una volta avviato il programma dobbiamo identificare tra i processi attivi quello in difficoltà. Per “killarlo” si deve selezionare la riga corrispondente con un click, poi utilizzando la prima icona in alto a sinistra, quella con una “x”, procedere all’uscita forzata. Una maschera chiederà conferma, con il tasto “Uscita Forzata” il programma provvederà a scaricarlo dai processi attivi.

Forza chiusura applicazioni

macOS dispone anche di una sorta di scorciatoia dedicata, si tratta di una soluzione simile alla precedente, solo che non si vedono tutti i processi, ma solo i programmi attivi. Per attivare questa procedura dobbiamo utilizzare la combo di tasti:

OPTION + COMMAND + ESC

a video apparirà una nuova maschera prioritaria, ovvero che si mostrerà comunque in testa a tutte le altre, all’interno vedete l’elenco dei programmi attivi, tra cui il Finder. Selezionando il programma sarà sufficiente premere “Uscita Forzata” per terminare l’applicativo incriminato.

Utilizzare il terminale di comando

L’ultimo mezzo è quello più complicato e allo stesso tempo più potente. Per chi arriva dal mondo Linux non avrà difficoltà ad utilizzarlo, per gli altri serve qualche piccola spiegazione.

Una volta aperto il terminale dobbiamo identificare l’applicativo da terminare, mettiamo ad esempio che sia Google Chrome, daremo il seguente comando:


ps -ax | grep -i  "chrome"

nel vostro caso sostituite chrome con il nome dell’applicativo. A questo punto dai risultati, si spera che sia uno solo ma potrebbero essercene più di uno, dobbiamo identificare il PID, ovvero il numero di esecuzione del processo. Questo è il primo numero della riga, e come vedrete se ci sono più risultati, questo numero sarà differente per ogni riga. Prendiamo nota e per attivare l’uscita forzata ci avvarremo del comando “kill” che per l’appunto “uccide” quel processo. Mettiamo che il PID riportato sia 4502 andremo a dare il comando:


kill 4502

se per qualche motivo il comando dia esito negativo, possiamo “potenziare” il tutto con il segnale -9 che indica al sistema che non può ignorare la chiusura forzata.


kill -9 4502

Conclusioni.

Come si può vedere abbiamo molte soluzioni, da quelle più semplici a quelle più difficili. Molte di queste di fatto si rifanno al comando kill sottostante, ma se non dovessero portare risultati, ovvero una situazione decisamente rara e difficile, il comando via terminale dovrebbe risolvere in modo definitivo.

 

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