Edit: Bitcoin come catene di san antonio?

Edit: Bitcoin come catene di san antonio?

di Pubblicato: 29 agosto 2017 0 commenti

Con un po’ di stupore ho letto l’articolo del Prof. Beppe Scienza dell’Università di Torino. Stupore perché ho sempre apprezzato i suoi articoli per i contenuti che dati alla mano confutavano sentori che avevo avuto a suo tempo sui fondi pensione ed altre tematiche affini.

Nel caso specifico il Prof Scienza sentenzia che i Bitcoin sono una truffa, tra l’altro prendendo un paragone totalmente “fuori campo” come la vicenda di Second Life. E’ come se paragonassi mele e fornelli solo perché possono essere riconducibili alla categoria cucina.

C’è da fare un po’ di chiarezza. Non mi risulta che Second Life sia mai stata una truffa. Al tempo la vicenda fu pompata, come lo è oggi Facebook, dai giornali generalisti che ne parlavano in termini entusiastici un giorno si e l’altro pure. C’era effettivamente una sorta di moneta, i “linden” che servivano per effettuare transazioni, per altro numericamente irrilevanti, esclusivamente all’interno dell’applicativo medesimo. Presumo che il Prof. Scienza si riferisca a questo per agganciarsi, da un punto di vista informatico con un volo pindarico, ai Bitcoin.

La criptovaluta e i linden sono paragonabili solo perché sono dei mezzi di pagamento, come potrebbero essere i buoni pasto o i buoni sconto delle catene di alimentari.

In seconda analisi non comprendo come faccia a trovare paralleli (e di fatti non cita argomentazioni tecniche) con uno schema Ponzi e/o Catena di San Antonio (o multi level marketing). Il software che gestisce la transazione della criptovaluta, ovvero la blockchain, è open source. Se ci fosse un vertice, come lo sono le truffe visto che qualcuno sarebbe il beneficiario, sarebbe stato scoperto e identificato già anni fa. Il codice è stato rivoltato come un calzino e migliorato moltissime volte da un numero elevato di programmatori di differenti nazionalità e background. Se fosse realmente uno schema di Ponzi, lo stesso Ponzi e Madoff sarebbero dei principianti in confronto (il market cap al momento in cui scrivo è superiore ai 72 miliardi di dollari!).

Anche qui credo che il Prof. Scienza si riferisca alla vicenda Mt Got che però interessava un cambiavalute con portafoglio, ovvero un soggetto intermedio che operava in Bitcoin ma che nulla a che vedere con la struttura tecnica. Se andiamo a fare il parallelo con il mondo delle valute convenzionali quante banche hanno chiuso battenti e con esse i risparmi della gente?

L’innovazione della blockchain è la collettività operativa che attraverso un sistema distribuito e decentralizzato permette di avere un libro mastro (il database della blockchain) inviolabile. Per modificarlo e “hackerare” tale database si dovrebbe intervenire su un numero spropositato di computer distribuiti in giro per il pianeta, il tutto in modo simultaneo. Magari tecnicamente possibile, ma oggettivamente del tutto improbabile.

La nascita dei Bitcoin avviene proprio in seguito alle falle operative dovute alle speculazioni che hanno generato la crisi del 2008. In quel caso le falle erano dovute proprio alla centralità delle operazioni finanziarie, ovvero le banche e i sistemi di scambio in borsa. Con il sistema Bitcoin / Blockchain si elimina del tutto il gestore del denaro (gli stati e le loro banche centrali), ma tutto è affidato realmente alle reali regole di mercato che corrispondono domanda/offerta. Solo questo ne decreterà il successo o la fine, non le azioni dissennate di qualche manovra politica, o le azioni di fondi speculativi che proprio il Prof. Scienza ha scientemente analizzato.

Inoltre va specificato che i Bitcoin non sono anonimi, come molti pensano, proprio in virtù che il libro mastro contiene tutte le operazioni effettuate dalla sua creazione ad oggi, è possibile risalire al flusso di denaro da parte di chiunque.

Non si tratta di un sistema infallibile o la panacea ai mali moderni del neo-liberismo, ci sono delle problematiche tecniche che stanno arrivando al dunque, ad esempio l’elevazione di difficoltà del mining, della fee di transazione che diventerà mandatoria con l’aumento del traffico delle transazioni e del fatto che il numero è blindato a 21 milioni. Considerando una naturale perdita (se si perde il portafoglio digitale che contiene i Bitcoin, come detto in precedenza essendo decentralizzato, non esiste nessun modo di recuperarli) entro qualche decennio ci potrebbero essere problemi che dovranno essere risolti a livello informatico.

Oltre ai Bitcoin esistono moltissime altre criptomonete che si rifanno al concetto di blockchain e che meritano un discorso a parte, ma visto che Scienza parla esplicitamente di Bitcoin ci fermiamo a questi.

La Bundeskbank nega che Bitcoin siano una valuta; questo fa strappare un sorriso. Il fatto che proprio Scienza porti tale affermazione nella sua tesi è curioso. Il fatto che Bitcoin o smurucucù siano una valuta è determinato da una mutua convenzione tra le persone. Sostanzialmente si potrebbe dire lo stesso dell’Euro. Le monete hanno perso da moltissimo tempo la possibilità di conversione in oro e sono diventate una convenzione. Certamente una convenzione forte, dove il primo pilastro è appunto il pagamento delle tasse, ma pur sempre tale rimane.

Il Bitcoin non è una forma di risparmio. Non è certo una affermazione granitica, si tratta di una valuta recentissima e con il futuro non facilmente prevedibile in virtù dei nodi di difficoltà che ho espresso in precedenza. Al momento è più che altro una moneta di tipo speculativo per le varie oscillazioni che caratterizzano il suo andamento. Tuttavia negli anni l’andamento generale è sempre stato in crescita (si veda l’immagine in evidenza in alto; andamento gen 2013 – agosto 2017). Si potrebbe dire che in confronto a certi titoli di alcuni stati dal dubbio futuro, perché in presenza guerre o bolle speculative, il Bitcoin al momento sia più sicuro. In altri casi è chiaramente un azzardo, ma quale certezza abbiamo che tra 10 anni l’euro esista ancora?

La stessa pagina ufficiale di Bitcoin è molto chiara, dice chiaramente di leggere, studiare e informarsi, perché non è una valuta di tipo convenzionale. La tematica ovviamente è molto ampia, ma francamente bollare per sentito dire il Bitcoin come schema di Ponzi mi sembra una stupidaggine non degna del background del Prof Scienza. Se non altro lo schema Ponzi negli Stati Uniti è sanzionato duramente, ma ad oggi non risultano sentenze in merito. Per contro si registrano atteggiamenti ostili da parte dei governi per via dello spauracchio che i Bitcoin possono determinare nel caso di una adozione diffusa.

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