Bitcoin: E’ una bolla speculativa?

Bitcoin: E’ una bolla speculativa?

di Pubblicato: 13 settembre 2017 0 commenti

La capitalizzazione e il prezzo di scambio dei Bitcoin hanno subito un brusco arresto, e si è passati da uno scambio di 4200$ a circa 3800$ nel giro di 24 ore. Va detto che la natura delle cripto monete non è certo nuova alle montagne russe dei grafici, anzi si può definire una sua peculiarità. In realtà Bitcoin non è da solo, e praticamente tutte le maggiori valute stanno subendo delle vendite e di conseguenza un abbassamento del prezzo di scambio.

Il perché è presto detto. La Cina sta influenzando tale mercato con alcune dichiarazioni più o meno fondate. Essendo la Cina una nazione decisamente “pesante” a livello finanziario (detiene una cospicua quota del debito statunitense) entrate a gamba tesa nel mercato delle cripto valute sono quanto mai interessanti.

Interessanti perché nel caso tutte le voci si rivelino fondate vedremo se il sistema globale della decentralizzazione, pur nella sua “pubertà“, abbia la forza di sopportare il colpo e continuare la sua strada.

Andiamo con ordine, settimana scorsa la CNIFA o NIFA ( China’s National Internet Finance Association ) ha lanciato una fatwa contro le ICO. Le ICO (initial coin offering) sono delle tecniche di found-raising dove si permette di entrare per primi in una cripto valuta, prima che questa entri in funzione, ed avere così un teorico vantaggio in fase di quotazione. Lo scambio di denaro che diamo per la cripto valuta servirà (o dovrebbe servire) agli sviluppatori per continuare l’evoluzione della moneta medesima.

Va detto ad esempio che Bitcoin non ha mai avuto una ICO, per cui di fatto non c’è mai stato uno scambio di denaro reale (il cosiddetto fiat) con il creatore di questa valuta, l’enigmatico Satoshi Nakamoto, ma essendo la prima del suo genere ha avuto una evoluzione naturale attraverso domanda/offerta.

A mio avviso la mossa della CNIFA non è sbagliata. Specie in Cina dove pare che le cripto valute hanno un interesse di tipo speculativo molto accentuato, è chiaro che dove c’è opportunità arrivano  i gatti e le volpi di Collodi. Quindi alcune ICO in realtà erano delle truffe che facevano leva proprio sulla poca informazione e sulla isteria di massa. L’intervento in questo caso sarebbe di tipo tutelativo.

Le criptomonete vanno studiate, un sistema iniziale che chiede soldi attraverso una ICO, che di fatto è un atto di fiducia, deve avere un progetto e delle innovazioni che giustifichino la raccolta dei fondi, generalmente spiegati nel whitepaper. Non basta prendere il codice di Bitcoin e dopo aver fatto il fork del codice presentarsi senza un progetto concreto. Questo tipo di manovre mi ricordano moltissimo le società lucciola del 2000-2001, dove bastava mettere .com al nome della società quotata per vederla schizzare in alto negli acquisti.

Una seconda speculazione arriva oggi, e non è confermata al momento in cui scrivo. La Cina sarebbe pronta a bloccare gli Exchange, chiaramente cinesi o in suolo cinese. Al contrario del bando delle ICO, che comunque è tutto da vedere come intendano regolarlo, sarebbe una mossa decisamente ostile verso le cripto valute. C’è una spiegazione possibile, ma non semplice vista la peculiarità che contraddistinguono la difficoltà a reperire informazioni fidate in una nazione dove la censura è l’ordine del giorno. Pare che le cripto valute abbiano dilagato negli ultimi mesi e il governo sia preoccupato perché questo andrebbe ad incidere in modo inflattivo sullo Yuan Renmibi.

C’è inoltre da considerare che i cinesi sono numericamente importanti nelle azioni di mining attraverso delle vere e proprie “fabbriche di minatura“. Una loro esclusione non farebbe fallire le blockchain ma di sicuro ci sarebbero degli effetti di assestamento.

Chi invece lancia cannonate è il presidente di J.P. Morgan (un nome, una garanzia, specie dopo il 2008) che ha sentenziato “i BitCoin sono una truffa” per proseguire nel paragone con la bolla speculativa dei bulbi di Tulipano del 1637. Per concludere che avrebbe licenziato un suo dipendente se l’avesse scoperto a fare transazioni con i Bitcoin perché contrari alle loro regole e perché sono stupidi. Sarebbe interessante capire come una moneta si possa considerare stupida o intelligente..

Ad ogni modo è una bolla speculativa? Non è possibile dirlo con certezza, e considerando che attualmente le cripto monete sono di fatto speculative, poiché l’aspetto relativo alle comuni transazioni è ben lontano dall’essere realizzato, va da se che il dubbio possa esserci. Dall’altra parte, visto proprio l’astio di certi personaggi, fa comprendere che proprio le cripto valute stiano drenando flussi di danaro reale dal controllo dei colossi finanziari tradizionali. Aggiungiamo che poi per realizzare profitto occorre del tempo, in particolare perché gli andamenti sono stati fino ad ora sempre al rialzo complessivo (per lo meno su BitCoin) l’aspetto speculativo si trasforma anche come bene rifugio dai problemi inflattivi sulle monete a corso legale.

Vedremo. Le bordate cinesi e di Wall Street a mio avviso rafforzeranno il sistema delle cripto valute anziché indebolirlo.

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