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	<title>Tosolini.info &#187; ubuntu</title>
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		<title>Linux: Ntp sync update, aggiornare di frequente l&#8217;ora</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 08:13:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mi sono imbattuto nel problema dell&#8217;aggiornamento dell&#8217;ora tra server e server orari. Un nostro server necessita di avere l&#8217;ora aggiornata con gli NTP server della nostra LAN e quindi non è accettabile uno scostamento troppo grande tra l&#8217;orologio interno e l&#8217;ora &#8220;ufficiale&#8221;. Ubuntu effettua il sync all&#8217;avvio della macchina, o attraverso il cron una volta al giorno. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi sono imbattuto nel problema dell&#8217;aggiornamento dell&#8217;ora tra server e server orari. Un nostro server necessita di avere l&#8217;ora aggiornata con gli <strong>NTP server</strong> della nostra LAN e quindi non è accettabile uno scostamento troppo grande tra l&#8217;orologio interno e l&#8217;ora &#8220;ufficiale&#8221;. <strong>Ubuntu</strong> effettua il sync all&#8217;avvio della macchina, o attraverso il cron una volta al giorno. Sarebbe quindi possibile aggiornare il cron più frequentemente, tuttavia esiste un pratico comando per rendere ancora più insistente le richieste verso gli NTP Server.</p>
<p>I server NTP deputati a fornire l&#8217;ora esatta sono dichiarati nel file <strong>/etc/ntp.conf</strong><br />
Qui basterà aggiungere i parametri burst iburst come nell&#8217;esempio seguente:</p>
<pre>
server 0.pool.ntp.org burst iburst
</pre>
<p>dopo circa un minuto scarso se date il comando <strong>ntpq -p</strong> vedrete che i parametri di delay e offset saranno scesi a zero.</p>
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		<title>Google Earth font sbagliati su Ubuntu</title>
		<link>http://www.tosolini.info/2011/08/google-earth-font-sbagliati-su-ubuntu/</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Aug 2011 09:39:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[fonts]]></category>
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		<description><![CDATA[Ho installato Google Earth (avevo da poco reinstallato Ubuntu) e al suo avvio mi sono trovato con un font che rendeva l&#8217;interfaccia difficilmente utilizzabile. Mi sono accorto subito di aver fatto la stupidaggine di non aver installato i font Microsoft. In realtà esiste un pratico pacchetto che si chiama Ubuntu restricted Extras che di fatto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho installato <a href="http://www.google.com/earth" target="_blank">Google Earth</a> (avevo da poco reinstallato <strong>Ubuntu</strong>) e al suo avvio mi sono trovato con un font che rendeva l&#8217;interfaccia difficilmente utilizzabile. Mi sono accorto subito di aver fatto la stupidaggine di non aver installato i font Microsoft. In realtà esiste un pratico pacchetto che si chiama <strong>Ubuntu restricted Extras</strong> che di fatto li contiene, insieme ad altre utility. Ad ogni modo  sarà sufficiente installare i font Microsoft come segue:</p>
<pre>sudo apt-get install ttf-mscorefonts-installer</pre>
<p>Nota: si è altresì reso necessario riavviare la sessione desktop</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu Unity gestione delle workspaces</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Aug 2011 14:22:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[desktop]]></category>
		<category><![CDATA[gnome]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>
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		<description><![CDATA[Unity di Ubuntu nella sua installazione di default mette le workspaces (i desktop aggiuntivi, di solito 4) in formazione &#8220;a muro&#8221; ovvero due in orizzontale e due in verticale. Se volete metterli tutti e quattro in orizzontale, oppure aggiungerne altri o levarne alcuni, insomma gestirli, dalla Unity medesima non risulta possibile al momento in cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Unity di Ubuntu</strong> nella sua installazione di default mette le <strong>workspaces</strong> (i desktop aggiuntivi, di solito 4) in formazione &#8220;a muro&#8221; ovvero due in orizzontale e due in verticale. Se volete metterli tutti e quattro in orizzontale, oppure aggiungerne altri o levarne alcuni, insomma gestirli, dalla Unity medesima non risulta possibile al momento in cui scriviamo. Tuttavia possiamo ricorrere temporaneamente al vecchio <strong>Gnome</strong> (dove sostanzialmente il nuovo Desktop di Canonical si appoggia) senza dover riavviare la sessione. Sarà sufficiente aprire una finestra Terminale e lanciare il comando &#8221; <strong>gnome-panel</strong> &#8221; ed in basso apparirà la classica barra di Gnome. Quindi tasto destro sui riquadri delle workspaces, proprietà e da li potrete scegliere l&#8217;impostazione desiderata.</p>
<p><strong>Aggiornamento:</strong> Modifica tramite CompizConfig.<br />
Si può giungere molto più facilmente allo stesso risultato attraverso l&#8217;interfaccia di CompizConfig. Infatti il programma ha una specifica voce sotto <strong>Opzioni Generali</strong>, alla tab <strong>Dimensioni Desktop</strong> ci mostra una pratica schermata che ci permette di modificare a piacimento il numero di desktop virtuali sia in orizzontale che verticale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>phpVirtualBox</title>
		<link>http://www.tosolini.info/2011/07/phpvirtualbox/</link>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2011 09:50:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[PHP]]></category>
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		<description><![CDATA[VirtualBox è uno dei miei software preferiti, si tratta di un gestore di macchine virtuale open source della Oracle. Nel corso della sua breve vita i miglioramenti sono stati tantissimi, tuttavia il suo ambito di utilizzo è sempre stato quello della workstation o meglio di virtualizzare in locale. A quanto pare dalla versione 4.x è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.virtualbox.org/" target="_blank">VirtualBox</a> è uno dei miei software preferiti, si tratta di un gestore di macchine virtuale <strong>open source</strong> della Oracle. Nel corso della sua breve vita i miglioramenti sono stati tantissimi, tuttavia il suo ambito di utilizzo è sempre stato quello della workstation o meglio di virtualizzare in locale. A quanto pare dalla versione 4.x è maturata anche la possibilità di una gestione server per certi versi simile a prodotti business (di decennale esperienza) come <strong>Vmware Server</strong> o <strong>Virtual Server</strong> di Microsoft.</p>
<p><a href="http://tosolini.info/wp-content/uploads/2011/07/phpvbsm.png" rel="lightbox[280]" title="phpvbsm"><img class="aligncenter size-full wp-image-281" title="phpvbsm" src="http://tosolini.info/wp-content/uploads/2011/07/phpvbsm-e1311845482239.png" alt="" width="500" height="370" /></a></p>
<p><span id="more-280"></span></p>
<p>Infatti una installazione server tipica di <strong>Linux</strong> esente da GUI è possibile agire comunque su tutti gli aspetti di una creazione, gestione di una o più macchine virtuali, come descritto nel <a href="http://www.virtualbox.org/manual/ch08.html" target="_blank">capitolo 8</a> della guida di VirtualBox. Questo ha dato modo di &#8220;trasporre&#8221; i comandi all&#8217;interno di una interfaccia web, che con l&#8217;aiuto di <strong>Ajax</strong>, si è trasformata in una GUI di VirtualBox in tutto e per tutto senza rinunciare a nulla. Il progetto si chiama appunto <a href="http://code.google.com/p/phpvirtualbox/" target="_blank">phpVirtualBox</a> e come suggerisce il nome si appoggia ad un <strong>webserver Apache e PHP</strong>.</p>
<p>Si tratta, e bene dirlo, di un progetto che deve ancora esprimere il suo vero potenziale e non è esente da bugs. Tuttavia se non volete / potete spendere soldi per una virtual server farm potreste trovare l&#8217;accoppiata VirtualBox e <strong>webserver Linux</strong> decisamente vincente, considerando che phpVirtualBox già gestisce macchine virtuali in server multipli.</p>
<p>Vediamo come installare dalla nostra esperienza diretta.<br />
Abbiamo preso un server adeguatamente carrozzato, 18 GB Ram  e spazio disco a sufficienza, installato una Ubuntu Linux 10.04 con i pacchetti <strong>Apache2 e Php5</strong>.<br />
Dal sito della VirtualBox abbiamo aggiunto al nostro  <em>/etc/apt/sources.list</em>  il repository ufficiale</p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">deb http://download.virtualbox.org/virtualbox/debian lucid contrib non-free</pre>
<p>Quindi aggiornato ed installato il software</p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">sudo apt-get update
sudo apt-get install virtualbox-4.1</pre>
<p>Dal sito di phpVirtualBox abbiamo scaricato il pacchetto .zip e scompattato dentro <strong>/var/www</strong> rinominando opportunamente la cartella in phpvirtualbox affinché sia raggiungibile dal browser all&#8217;indirizzo <em>http://nomeserver/phpvirtualbox</em>.</p>
<p>Nel file di configurazione viene richiesto un utente che farà girare l&#8217;applicativo, quindi abbiamo preventivamente creato l&#8217;utente vbox</p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">useradd -m vbox
passwd vbox</pre>
<p>Copiamo il <em>config.php.sample</em> in <em>config.php</em></p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">cp config.php.sample config.php</pre>
<p>quindi editarlo con il vostro editor preferito, in particolare indicando l&#8217;IP del webserver nella seguente variabile:</p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">/* SOAP URL of vboxwebsrv (not phpVirtualBox's URL) */
var $location = 'http://192.168.1.100:18083/';</pre>
<p>Da Root ora sarà necessario creare il file</p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">vi /etc/default/virtualbox</pre>
<p>con i seguenti parametri</p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">VBOXWEB_USER=vbox
VBOXWEB_LOGFILE=/var/log/virtualbox/virtualbox.log
VBOXWEB_HOST=192.168.1.100
INSTALL_DIR=&quot;/usr/bin&quot;</pre>
<p>In teoria seguendo le istruzioni la voce VBOXWEB_HOST non sarebbe necessario perché è persino previsto che l&#8217;interfaccia web possa essere in un server mentre l&#8217;applicativo delle macchine virtuali altrove, tuttavia senza questo parametro abbiamo riscontrato alcuni malfunzionamenti.</p>
<p>Ora l&#8217;utente vbox quasi sicuramente non sarà in grado di scrivere all&#8217;interno della cartella /var/log quindi andremo a creare la cartella virtualbox dando all&#8217;utente in questione i diritti per scriverci.</p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">sudo mkdir /var/log/virtualbox
sudo chown vbox /var/log/virtualbox
sudo chmod 755 /var/log/virtualbox</pre>
<p>A questo punto l&#8217;interfaccia potrebbe già funzionare, ma nel primo avvio abbiamo riscontrato la mancanza di un extension pack di Oracle per Virtualbox che andremo a <a href="http://www.oracle.com/technetwork/server-storage/virtualbox/downloads/index.html" target="_blank">scaricare da questo sito</a>, ad esempio sulla nostra home /home/user. Per installarlo ci deve avvalere di uno specifico comando della VirtualBox:</p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">wget http://download.virtualbox.org/virtualbox/4.1.0/Oracle_VM_VirtualBox_Extension_Pack-4.1.0-73009.vbox-extpack
VBoxManage extpack install /home/user/Oracle_VM_VirtualBox_Extension_Pack-4.1.0-73009.vbox-extpack</pre>
<p>Purtroppo le extension via CLI necessitano di un riavvio della macchina, prima però assicuriamoci che il servizio che lancia l&#8217;interfaccia web delle macchine virtuali sia installato</p>
<pre class="brush: powershell; title: ; notranslate">sudo update.rc vboxweb-services defaults</pre>
<p>Ora non ci resta che riavviare la macchina. Alla riaccensione il webserver dovrebbe essere disponibile con la phpVirtualBox attiva (la username e password di default sono admin:admin) dove poter procedere a creare la vostra prima virtual machine. Interessante il  sistema RDP (remote desktop) che permette di vedere tutta la fase di boot della macchina virtuale, troverete i dati di collegamento nei dettagli della macchina creata, che vi permetterà di scaricare un file .rdp con tutti i parametri pronti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Midnight Commander tasto F10 in conflitto</title>
		<link>http://www.tosolini.info/2011/07/midnight-commander-tasto-f10-in-conflitto/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jul 2011 10:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[compiz]]></category>
		<category><![CDATA[midnight commander]]></category>
		<category><![CDATA[shell]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi usa spesso Midnight Commander, il programmino che emula un file manager all&#8217;interno di una shell, ottimo se vi collegate in SSH ad un server Linux, può incappare in alcuni piccoli difetti. In particolare se vi collegate da un sistema desktop come Ubuntu Linux, il tasto F10 che sotto Midnight Commander serve per uscire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi usa spesso <strong>Midnight Commander</strong>, il programmino che emula un <strong>file manager</strong> all&#8217;interno di una <strong>shell</strong>, ottimo se vi collegate in <strong>SSH</strong> ad un server <strong>Linux</strong>, può incappare in alcuni piccoli difetti. In particolare se vi collegate da un sistema desktop come <strong>Ubuntu Linux</strong>, il tasto <strong>F10</strong> che sotto Midnight Commander serve per uscire dal programma, viene intercettato dal <strong>terminal server</strong> di Ubuntu desktop aprendo di fatto il menu a tendina e quindi invalidando il comando che volevamo dare alla shell.</p>
<p>Per ovviare al problema dovremo quindi inabilitare il tasto F10 per terminal server. Il workaround si compone di 2 fasi, poiché Ubuntu 11.04 con Unity fa uso di <strong>Compiz</strong>, e anche quest&#8217;ultimo ha voce in capitolo sulla pressione del tasto F10.</p>
<p>Per prima cosa apriamo terminal server di Ubuntu desktop, quindi dal menu testuale scegliamo <strong>Modifica -&gt; Scorciatoie da tastiera</strong>.<br />
Nella maschera che compare disabiliteremo l&#8217;opzione &#8221; <em>Abilitare il tasto scorciatoia per il Menù (il tasto predefinito è F10)</em>&#8220;.<br />
Ora dobbiamo andare nelle configurazioni di Compiz. Qui occorre, se non l&#8217;avete fatto, installare il <strong>Compiz Settings Manager</strong>.</p>
<p><em>sudo apt-get install compizconfig-settings-manager</em></p>
<p>Ora nelle nostre impostazioni di sistema (tasto spegni in alto a destra dopo il vostro nomeutente, quindi Impostazioni di sistema) avremo una nuova icona <strong>Gestore Configurazione CompizConfig</strong>.</p>
<p>Cerchiamo nella finestra delle varie opzioni Ubuntu Unity Plugin.<br />
Nella nuova maschera, l&#8217;ultima voce  &#8221;<em>Key to open the first panel menu</em>&#8221; è quella che ci interessa. Premiamo il tasto sulla destra alla riga corrispondente e disabilitiamo nella finestra in pop-up il comando.</p>
<p>Ora avviando Midnight Commander da shell avremo il tasto F10 a disposizione.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Ubuntu Linux, svuotare la cache dns</title>
		<link>http://www.tosolini.info/2011/06/ubuntu-linux-svuotare-la-cache-dns/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 Jun 2011 15:19:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In passato abbiamo visto come svuotare la cache DNS nei sistemi Windows, ma come si svuota la cache sotto Ubuntu Linux? Di default dovrebbe essere sufficiente far ripartire le schede di rete sudo service networking restart ma non sempre è possibile bloccare i processi di rete, anche se per poco tempo, e farli ripartire. Pensiamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In passato abbiamo visto <a title="Svuotare la cache DNS" href="http://www.tosolini.info/2009/08/svuotare-la-cache-dns/">come svuotare la cache DNS</a> nei sistemi Windows, ma come si svuota la cache sotto Ubuntu Linux?<br />
Di default dovrebbe essere sufficiente far ripartire le schede di rete</p>
<p><em>sudo service networking restart</em></p>
<p>ma non sempre è possibile bloccare i processi di rete, anche se per poco tempo, e farli ripartire. Pensiamo ad esempio ad un server.<br />
Ci viene in aiuto il comando dns-clean già installato per default nelle versioni di Ubuntu dalla 10.04 (probabilmente anche prima) in poi. Quindi sarà sufficiente dare il comando</p>
<p><em>sudo service dns-clean start</em></p>
<p>e così azzerare la cache DNS senza dover fermare i servizi di rete.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ubuntu liberare i kernel di troppo (/boot)</title>
		<link>http://www.tosolini.info/2011/05/ubuntu-liberare-i-kernel-di-troppo-boot/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 10:03:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se avete partizionato /boot nel corso del tempo potreste ritrovarvi con lo spazio in sofferenza poiché nei vari aggiornamenti del sistema operativo, il kernel è stato aggiornato ma per sicurezza (un crash, incompatibilità del nuovo kernel) è mantenuta la versione precedente. Se questa è una buona cosa, nel tempo troppi kernel occupano spazio per nulla. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se avete partizionato <em>/boot</em> nel corso del tempo potreste ritrovarvi con lo spazio in sofferenza poiché nei vari aggiornamenti del sistema operativo, il kernel è stato aggiornato ma per sicurezza (un crash, incompatibilità del nuovo kernel) è mantenuta la versione precedente. Se questa è una buona cosa, nel tempo troppi kernel occupano spazio per nulla.</p>
<p>Vediamo come procedere ad una pulizia. Innanzitutto è il caso di avere ben presente quale sia il kernel attuale, lo possiamo verificare da terminale di console con il comando:</p>
<p><em>uname -a</em></p>
<p>vi ritornerà qualcosa del genere:</p>
<p><em>Linux ubuntu 2.6.32-32-generic-pae #62-Ubuntu SMP Wed Apr 20 22:10:33 UTC 2011 i686 GNU/Linux</em></p>
<p>Nel nostro caso, il kernel in uso è la serie 2.6.32-32, da prestare attenzione appunto al -32 finale, poichè è abbastanza probabile che la parte prima sia replicata più volte.</p>
<p>Ora andiamo sotto <strong>cd /boot</strong> e facciamo un bel <strong>ls</strong>, se leggete questo articolo è probabile che vediate parecchi kernel divisi in file con nome tipo abi, config, vmlinuz, vmcoreinfo eccetera, tutti seguiti da un numero versione.</p>
<p>Procediamo, con molta cautela, alla rimozione dei vecchi kernel con il comando:</p>
<p><em>sudo apt-get remove &#8211;purge linux-image-numeroversione</em></p>
<p>ad esempio, nel nostro caso avremo eliminato:</p>
<p><em>sudo apt-get remove &#8211;purge linux-image-2.6.32-24-generic-pae</em></p>
<p>Come vedete, il kernel qui sopra è un 2.6.32-24 decisamente più vecchio dell&#8217;attuale (quando scrivo questo articolo) 2.6.32-32. Ovviamente, mi ripeto, non dovete rimuovere il kernel attuale, e io consiglierei nemmeno il penultimo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu Server: aggiornamenti bloccati</title>
		<link>http://www.tosolini.info/2011/05/ubuntu-server-aggiornamenti-bloccati/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 May 2011 09:10:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[linux server]]></category>
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		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo problema, a quanto ne so, si verifica solo nella versione priva della GUI, quindi solo da command line, di conseguenza si verifica maggiormente nelle versioni server. Succede che nell&#8217;avanzare delle varie patch, ve ne sono alcune che richiedono parecchie risorse hardware per essere installate, oltre che un reboot della macchina. Pertanto devono venire attivate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo problema, a quanto ne so, si verifica solo nella versione priva della GUI, quindi solo da command line, di conseguenza si verifica maggiormente nelle versioni server. Succede che nell&#8217;avanzare delle varie patch, ve ne sono alcune che richiedono parecchie risorse hardware per essere installate, oltre che un reboot della macchina. Pertanto devono venire attivate dall&#8217;admin in momenti propizi (fuori orario). Il messaggio che viene dato solitamente assomiglia a:</p>
<blockquote><p>I seguenti pacchetti sono stati mantenuti alla versione attuale:<br />
landscape-common linux-generic-pae linux-headers-generic-pae linux-image-generic-pae<br />
0 aggiornati, 0 installati, 0 da rimuovere e 4 non aggiornati.</p></blockquote>
<p>Per procedere a &#8220;forzare&#8221; l&#8217;installazione dei pacchetti indicati occorre dare il comando:</p>
<blockquote><p>sudo apt-get dist-upgrade</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu 11.04 resettare Unity</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 11:12:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[come fare]]></category>
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		<category><![CDATA[reset]]></category>
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		<category><![CDATA[ubuntu 11.04]]></category>
		<category><![CDATA[unity]]></category>

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		<description><![CDATA[Unity è la nuova interfaccia di default su Ubuntu 11.04, basata su Gnome 2 e Compiz. Questo sistema nella configurazione di default si è rivelato abbastanza stabile, tuttavia se si gioca con le impostazioni di Compiz le cose potrebbero cambiare drasticamente. Nel caso succedesse un disatro, da terminale date il comando: unity &#8211;reset]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://unity.ubuntu.com/" target="_blank">Unity</a> è la nuova interfaccia di default su <strong>Ubuntu 11.04</strong>, basata su Gnome 2 e <strong>Compiz</strong>. Questo sistema nella configurazione di default si è rivelato abbastanza stabile, tuttavia se si gioca con le impostazioni di Compiz le cose potrebbero cambiare drasticamente.</p>
<p>Nel caso succedesse un disatro, da terminale date il comando: <em>unity &#8211;reset</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ubuntu Server: Nullmailer smarthost smtp leggero</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 14:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[linux server]]></category>
		<category><![CDATA[nullmailer]]></category>
		<category><![CDATA[relay posta]]></category>
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		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Se nella vostra rete locale disponete di un server SMTP dedicato a smistare la posta in uscita verso il mondo, e presumibilmente riceverla, è abbastanza probabile e sensato che vorrete fare in modo che i server dedicate ad altre funzioni, ma che necessitano di inviare posta, si appoggino al vostro Relay SMTP. Per fare questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se nella vostra rete locale disponete di un server <strong>SMTP </strong>dedicato a smistare la posta in uscita verso il mondo, e presumibilmente riceverla, è abbastanza probabile e sensato che vorrete fare in modo che i server dedicate ad altre funzioni, ma che necessitano di inviare posta, si appoggino al vostro <strong>Relay SMTP</strong>. Per fare questo di solito si usano i medesimi prodotti software di un Relay SMTP, ovvero <strong>Sendmail</strong>, <strong>Postfix </strong>per citarne due. Tuttavia è uno sproposito installare software di questo tipo, configurarli affinché facciano solo da inoltro ad un altro server. Il pacchetto <a href="http://manpages.ubuntu.com/manpages/natty/man7/nullmailer.7.html" target="_blank">Nullmailer</a> (che comprende anche un sistema di coda) di fatto fa questo, in modo leggero, praticamente senza configurarlo (in fase di <strong>setup</strong> vi chiederà con che email presentarsi nel campo from e quale sia l&#8217;indirizzo o dns-name del Relay SMTP ufficiale).</p>
<p>Pertanto sarà sufficiente dare il solito comando:<br />
<em>sudo apt-get install nullmailer</em></p>
]]></content:encoded>
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