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Rimuovere manualmente il client Data Protector Client da Linux

22 November 2011

Specie nelle migrazioni può capitare che qualche client di Data Protector rimanga orfano nel sistema. A distanza di tempo mi sono trovato una Suse Linux con un vecchio client, dove oltre tutto il server di riferimento nemmeno esisteva più. Questo di fatto non permetteva di poter installare una versione più aggiornata.

Nella documentazione la soluzione sembra semplice, ovvero importare il client dalla GUI di Data Protector, e da questa impartire il cancellamento. Ovviamente se come nel mio caso il server Data Protector è pure cambiato le cose si complicano. Nemmeno un upgrade del client è andato a buon fine, quindi non era rimasto che guardare il file di installazione per capire come e dove venisse installato il programma.

Per prima cosa è necessario scaricare da Xinetd il servizio client che tiene occupata la porta 5555.
Ho semplicemente cancellato il file omni da /etc/xinetd.d (in altre distribuzioni può essere che si debba intervenire anche sul file /etc/xinetd.conf ), commentato o cancellato dal file /etc/services il servizio OMNI relativo alla porta 5555 e quindi riavviato il demone xinetd ( sudo restart service xinetd ).

A questo punto il servizio omniback dovrebbe essere fuori gioco, per sicurezza verifichiamo con un netstat -vantp dove non dovremo trovare nulla in ascolto sulla porta 5555. Si procede con una brutale rimozione delle directory di installazione vecchie.
In seguenza ho eliminato con

sudo rm -f -d -r /usr/omni /opt/omni /var/opt/omni /etc/opt/omni 

Se tutto è andato a buon fine il sistema è pulito e si può installare la nuova versione del client Data Protector.

Data Protector installazione client su Ubuntu linux

23 August 2011

Il software di Backup Data Protector di HP è certificato per funzionare, come client, sotto sistemi linux Suse Enterprise e Red Hat Enterprise. Quindi abbiamo dei pacchetti di distribuzione tar.gz e rpm, non certo l’ideale per un sistema Debian like come Ubuntu. Saranno sufficienti lo stesso per installare un funzionale client per effettuare il backup.

Innanzitutto occorre avere a disposizione i cd di Data Protector etichettati come Solaris e Linux e HP UX. Nel caso in esempio abbiamo preso in esame la versione 6.11, mentre Ubuntu Linux è la versione 10.04 Server, che dovrà essere risolta in reverse DNS come pre-requisito iniziale.

Per iniziare abbiamo bisogno di installare il pacchetto RPM e Xinetd che si occuperà di “ascoltare” le richieste dal Data Protector.

sudo apt-get update
sudo apt-get install rpm xinetd

RPM necessita di una piccola modifica, infatti dobbiamo lanciare il comando con l’opzione –force-debian, quindi automatizzeremo le operazioni. Per prima cosa rinominiamo l’eseguibile:

sudo mv /usr/bin/rpm /usr/bin/rpm-ori

Ora creiamo un file (sudo vi /usr/bin/rpm) che si chiamerà rpm con il contenuto:

#!/bin/sh
/usr/bin/rpm-ori --force-debian $@

Rendiamo eseguibile il file appena creato:

sudo chmod 755 /usr/bin/rpm

Prima di procedere all’installazione vera e propria verifichiamo che la porta 5555 del servizio xinetd sia libera (verrà usata appunto per attendere le istruzioni dal server di Data Protector). Con un editor di testo apriamo il file /etc/services e commentiamo:

#rplay 5555/udp # RPlay audio service

Ora possiamo caricare il cdrom (noi abbiamo usato quello denominato HP-UX), montarlo nel sistema e avviare l’installazione indicando il server e quali componenti installare.

sudo mount /dev/cdrom/ /media/cdrom
cd /media/cdrom/LOCAL_INSTALL
sudo ./omnisetup.sh -server FQDN.server.dataprotector -install da

dove modificheremo ovviamente FQDN.server.dataprotector con il nome del server in questione, mentre per i componenti sarà sufficiente indicare quali scegliere (da = disk agent). Si otterrà un output simile a questo:

  Data Protector version A.06.11 found
  Client detected, installed packets:  da

  Packets going to be installed: omnicf da

  Unpacking selected packets from CD, please wait (5-10 minutes)...
  Unpacking complete!

Data Protector software package successfully installed
  Installing Disk Agent (da)...

Data Protector software package successfully installed
  Importing client to FQDN.server.dataprotector...
Import host successful.

  Installation/Upgrade session finished.

Abbiamo quasi concluso, con l’operazione precedente avremo già inserito tra i client noti all’interno di Data Protector il nostro server Linux (dovreste vederlo attivo alla voce client) tuttavia nel caso abbiate partizionato il vostro sistema con il filesystem Ext4 serve ancora una piccola modifica. Per qualche motivo Ext4 non è tra i filesystem elencati. Dovremo semplicemente indicarlo con una piccola modifica.. In caso contrario vi ritroverete durante il backup un errore simile a “All mountpoints on host “x.y.z” are excluded.“.
Il workaround richiede di modificare il file che si trova sotto /opt/omni/lbin/.util
Alla riga 351 troveremo un comando piuttosto lungo dove sono elencati i vari filesystem. Aggiungeremo dopo -t ext3 il nostro ext4 e la stringa dovrà essere come segue:

/bin/df -P -t ext2 -t SFS -t ext -t minix -t xiafs -t reiserfs -t ext3 -t ext4 -t vfat -t vxfs -t xfs 2>/dev/null | sed '1d' | awk '{print $6}'

A questo punto serve un ulteriore verifica di buon funzionamento. Nel nostro caso il servizio sulla porta 5555 non era attivo, infatti dando il comando netstat -vantp questa non compariva tra quelle attive in ascolto. Forse un bug non ha scritto la porta nel file /etc/xinetd.d/omni. Editato con il nostro solito editor avremo cura che appaia come segue:

service omni
{
disable = no
id = omni
socket_type = stream
protocol = tcp
user = root
wait = no
server = /opt/omni/lbin/inet
server_args = -log /var/opt/omni/log/inet.log
port = 5555
}

Riavviamo il servizio sudo /etc/inet.d/xinetd restart e abbiamo concluso il lavoro nel nostro sistema operativo. Dalla Gui di Data Protector ora siamo pronti a creare e lanciare il backup del server Ubuntu.

iLO firmware is in a network flash recovery state

6 July 2011

Mi è capitato di trovarmi con la iLO (server HP) letteralmente bloccata. Entrando con il browser web la situazione che mi trovavo era un messaggio scritto in XML che recitava:

The iLO firmware is in a network flash recovery state.
Refer to the iLO network flash recovery under the trouble shooting section in the iLO users guide.

La situazione è che il firmware che carica appunto il sottosistema iLO è probabilmente corrotto. Tuttavia dovreste comunque pingare lo stesso la sua interfaccia IP. Questo significa che lo potrete ancora raggiungere via FTP e caricare una immagine sana, senza tra l’altro perdere le impostazioni precedentemente caricate, poiché sono memorizzate in altra area. Quindi per prima cosa è necessario recuperare il firmware dal sito di HP. Solitamente sta dentro i pacchetti per Windows sotto un falso eseguibile. Io, da ambiente Ubuntu Linux, ho scaricato uno di questi, scompattato in una cartella e tra i vari files al suo interno ho individuato quello che mi interessava e che corrisponde al nome di ilo194.bin

Abbiamo notato che è altamente consigliato di re-inserire la versione di firmware ospitata prima del blocco e non una nuova.
A questo punto si procede come segue:

ftp 192.168.1.1
Connected to 192.168.1.1.
220 FTP flash recovery server ready.
Name: flash
331 Password required.
Password: recovery
231 User name accepted.
ftp binary
200 OK.
ftp put /home/walter/Downloads/ilo194.bin
local: /home/walter/Downloads/ilo194.bin remote: /home/walter/Downloads/ilo194.bin
200 OK.
150 ready to take file.
226-Image is valid
226-Flashing part  1 of 31
..cut
226-Flashing part 31 of 31
226 Image programmed.
2097152 bytes sent in 3.67 secs (557.8 kB/s)

Come vedete abbiamo usato un ftp in modalità binaria, inserito le credenziali username: flash e password: recovery quindi con il comando put caricato il file ilo194.bin

Se tutto è andato bene la iLO verrà resettata e potrete accedere normalmente al sistema.

Data Protector: Library media removal prevented by host

9 June 2011

Mi sono trovato con i drive “bloccati” da alcune cassette inserite nei drive della libreria a nastro. Entrando nell’interfaccia web (ma lo stesso vale per i comandi “manuali” posti sul pannello della stessa) e provando a forzare manualmente lo spostamento della cassetta dal drive ad uno slot libero, ricevevo questo errore:

Library media removal prevented by host

Cosa è successo? un host collegato alla SAN ha inviato alla libreria un comando Prevent/Allow Media Removal che di fatto ha posto un lock (blocco) alla rimozione della cassetta dal drive fintantoché non riceverà dallo stesso un successivo comando di unlock (sblocco). Probabilmente l’host che ha inviato tale comando è un normale server che non dovrebbe essere abilitato alla gestione della Tape Library. E’ altresì probabile che il comando di unlock non sia mai arrivato poiché poi possono essere arrivati ulteriori comandi dal server ufficiale di Data Protector. In questa situazione le modalità della causa possono essere diverse, da non escludere nella ricerca dell’errore nemmeno un momentaneo “oscuramento” dello switch in fibra, o della tratta in fibra tra il server Data Protector e la libreria stessa.

Come risolvere? innanzitutto occorre sincerarsi che i server collegati in SAN e che hanno la possibilità di effettuare un backup via fibra, abbiano i “medium changer” disabilitati (vedi foto sotto) e decisamente più importante il servizio “Removable Storage” disabilitato

Questa operazione va fatta su tutti gli host interessati ad un backup via SAN o che in qualche maniera hanno la possibilità di vedere la Libreria a nastro. Per disabilitare occorre andare in Gestione del computer, Device Manager, esplodere l’albero che contiene la voce Medium Changer e diabilitare (tasto destro del mouse -> disable) tutti i drive relativi alla robotica che è bloccata.

Successivamente staccare fisicamente le fibre dalla libreria a nastro, al fine di isolarla da eventuali comandi non corretti, sarebbe ottimo poter spegnere anche la macchina dove è posto il software Data Protector. Quindi dal pannello della Libreria effettuare un reboot della stessa. Al successivo riavvio,  tramite pannello frontale, dovremo essere in grado di muovere le cassette dai drive agli slot liberi. A questo punto ri-connettiamo le fibre ottiche della tape library. Consiglio di attendere un pò di tempo (almeno un ora) prima di avviare il server di Data Protector, questo per verificare che la libreria NON effettui operazioni come caricare cassette nei drive. Se succede questo ci sono ancora Host che interagiscono con la stessa. Se invece non accade nulla avviamo il server di Data Protector, verifichiamo gli indirizzamenti SCSI dei drive e proviamo a lanciare un Backup.